Pulizia delle barche: i nostri consigli per una barca splendente!

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Le barche necessitano di cure continue e di una pulizia regolare per rimanere belle, funzionali e comode.

Gli spazi sono ristretti, i materiali da pulire spesso parecchi e ognuno con caratteristiche diverse e gli interventi da fare per la pulizia delle barche devono essere mirati e circoscritti nel tempo. Durante il rimessaggio invernale, la barca viene lasciata completamente a se stessa – per quanto, nella maggior parte dei casi, tirata a secco e magari persino al coperto.

Dopo l’inverno, la barca, prima di essere portata al largo, ha bisogno di una profonda e completa pulizia sia degli interni che degli esterni.

Pulizia delle barche: interni

Avere degli interni sporchi o comunque non curati non significa solo avere a che fare con un ambiente poco bello o confortevole, ma anche, potenzialmente, con un ambiente poco salubre, abitato per esempio da muffe, acari e batteri.

  1. La prima operazione da fare, alla prima giornata di sole utile, è quella di areare gli interni, mantenendo aperto tutto dalla mattina alla sera. E quando si dice tutto, si intende davvero tutto: oblò, sportelli degli armadietti, govoni, porte, stipetti vari, tutto deve essere aperto e ventilato. La chiusura invernale genera ristagno di umidità e quindi alla creazione di un ambiente tutt’altro che salutare.
  2. Il secondo passaggio è quello di eliminare lo strato di polvere che inevitabilmente si sarà creato su tutte le superfici all’interno della barca. Prima di procedere alla detersione vera e propria degli interni della barca, dunque, si dovrà togliere lo sporco più superficiale, spolverando e dando l’aspirapolvere. Parallelamente, si dovranno sbarcare o comunque portare all’aria aperta tutti gli oggetti che, eventualmente, non sono stati asportati dalla barca al momento del rimessaggio invernale. L’umidità e le muffe, infatti, potrebbero aver aggredito gli oggetti più impensabili, come per esempio le carte nautiche, i portolani, i salvagente, gli indumenti da lavoro lasciati a bordo e via dicendo.
  3. A questo punto, dopo avere areato e spolverato, è finalmente possibile dare il via ufficiale alla pulizia della barca, iniziando dalla cucina.

La pulizia di cucina e cambusa

La cambusa dovrebbe venire svuotata completamente prima dell’inverno; molto spesso, però, si finisce per lasciare qui alcuni prodotti a lunghissima scadenza, base fondamentale per ogni cambusa – e per ogni cucina – che si rispetti. Il problema, però, è che questi prodotti possono finire preda dell’umidità e della muffa, nonché, nel caso delle lattine, di corrosione: dunque ogni singolo prodotto andrebbe spostato, controllato e pulito.

La cambusa, poi, va pulita in ogni suo angolo, usando il DETERGENTE NAUTICO, un detergente alcalino bicomponente, super concentrato, con un elevato potere sgrassante e bagnante. È adatto a superfici plastiche (ABS, vetroresina, EPDM, nylon, epossidiche, siliconiche) verniciate e metalliche.

Anche il frigorifero della barca va pulito con grande attenzione, come anche il congelatore, perché tende ad emanare degli odori tutt’altro che gradevoli dopo il prolungato inutilizzo. In questo caso vi suggeriamo di utilizzare il SANIDAT IGIENIZZANTE , un detergente profumato ad azione sanitizzante.

Anche i fornelli vanno puliti con cura. La pulizia primaverile della barca è tra l’altro il momento giusto per dare un’occhiata più da vicino ai collegamenti e ai tubi del gas, smontando dunque i fornelli e usando GRASSO VASELINA SPRAY  per ostacolare la corrosione dei metalli e per sigillare le giunzioni in gomma.

La pulizia del bagno

Ecco un altro ambiente interno della barca che merita tutta la nostra attenzione: l’impianto idraulico del wc nautico durante l’inverno non viene infatti utilizzato per un periodo molto lungo di tempo, e per questo motivo, oltre a una normale pulizia, è normale procedere con una spurgatura. Per la pulizia del wc il DETERGENTE PULITORE SANITARIO sviluppato appositamente per ambienti sanitari, rimuove impurità causate da microbi e batteri e macchie e residui di sapone e calcare.

Il lavaggio dei tessuti della barca

Un capitolo a parte deve essere aperto per tutti i tessuti che popolano le barche: si consiglia di mettere tutto quello che non si può lavare in lavatrice– materassi e cuscini – all’aria, anche per più di una sola giornata. Tutto quello che invece può andare in lavatrice, dalle tende alle federe, va deterso seguendo il ciclo più opportuno in base al materiale. Tutto il resto della tappezzeria fissa, può essere lavato sul posto, grazie al DETERGENTE PER TESSUT DATATEX, che elimina le macchie più persistenti donando un fresco profumo all’ambiente. Contiene materiali tensioattivi non ionici biodegradabili oltre il 90%. DATATEX e può essere applicato a mano con spruzzatore o mediante macchina ad estrazione specifica.

Pulizia della sentina

Tra i luoghi più sporchi di una barca ci sono le sentine, ovvero i luoghi in cui tutti i liquidi finiscono per raccogliersi, per essere eliminati attraverso la pompa. Qui non mancano le colate di grasso, le incrostazioni di sale e via dicendo. Ecco dunque che, per evitare cattivi odori, per non minacciare le pompe di sentina e per non compromettere le pareti di questi pozzetti, si rende utile di tanto in tanto la pulizia di questi ambienti.

Pulizia degli esterni

I motivi per pulire lo scafo della barca con attenzione sono tanti e diversi: per proteggerlo dall’azione dei crostacei e delle alghe, per mantenerlo bello da vedere, per eliminare l’attrito.

Di solito si parte proprio dalla parte più “difficile”, ovvero dall’opera viva, che essendo quella sommersa in acqua è sia più sporca che, tendenzialmente, più difficile da raggiungere. Ovviamente lo scafo può essere pulito con calma al momento del rimessaggio invernale, una volta tirata a secco la barca, per essere poi lucidato nuovamente poco prima di tornare in acqua, e quindi qualche istante prima di dare l’indispensabile antivegetativa – la quale serve per l’appunto per fornire un’ulteriore protezione allo scafo.

Lo scafo, però, non è certo costituito dalla sola opera viva. Pulire le carene della barca significa infatti pulire anche l’opera morta, ovvero quel tratto di scafo che resta al di sopra delle onde, e che dunque è meno esposto ad agenti come le alghe, ma che resta invece sotto gli occhi di tutti.

Per ridare bellezza all’opera morta è necessario utilizzare prodotti specifici: il DETERGENTE NAUTICO, alcalino bicomponente, super concentrato, con un elevato potere sgrassante e bagnante. È adatto a superfici plastiche (ABS, vetroresina, EPDM, nylon, epossidiche, siliconiche) verniciate e metalliche oppure DETERGENTE ACIDO NAUTICO specifico per la pulizia delle chiglie delle imbarcazioni, con la sua miscela di acidi, tensioattivi non ionici e speciali inibitori di corrosione, è ideale per la rimozione di incrostazioni miste organico – calcaree.

La pulizia del teak

Per quanto riguarda la pulizia del teak è sempre meglio seguire attentamente le regole, per non rischiare di rovinare questo prezioso materiale. Perché sì, questo particolare legno, grazie ai suoi oli naturali, è capace di resistere come nessun altro in mezzo al mare, ma solo a patto di essere trattato con cura, utilizzando i migliori prodotti. È dunque necessario pulirlo in modo delicato, senza rischiare di asportare gli oli, usando acqua dolce, spazzole morbide o detergenti appositi.

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